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Madre e figlia avvelenate con la ricina: sintomi raccontati dalla figlia
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Madre e figlia avvelenate con la ricina: la verità sui sintomi raccontata dalla figlia superstite

madre e figlia avvelenate con la ricina a Pietracatella

La testimonianza su madre e figlia avvelenate con la ricina: parla l’altra figlia tra sintomi, ospedale e come si sono comportati in famiglia.

Sembra possibile che qualcuno all’interno della famiglia conosca la verità su madre e figlia avvelenate con la ricina e morte a Pietracatella, in provincia di Campobasso. Eppure, per il momento, le indagini vanno avanti e ancora non si riesce a comprendere chi e come abbia agito. A ‘Morning News’, trasmissione di Canale 5, è stata fatta sentire la testimonianza dell’altra figlia superstite, in merito ai primi sintomi delle due vittime.

pianta di ricino con frutti
pianta di ricino – newsmondo.it

Madre e figlia avvelenate con la ricina: i primi sintomi

Nel corso della trasmissione di Canale 5, ‘Morning News’, si è parlato del caso di Antonella Di Ielsi e di sua figlia, la quindicenne Sara Di Vita, morte dopo essere state avvelenate con la ricina. In particolare è stata fatta sentire la testimonianza dell’altra figlia, rimasta in vita e apparentemente mai in contatto col veleno.

La ragazza ha spiegato come siano stati affrontati i primi sintomi e come si siano palesati: “Alle ore 10 del 25 dicembre sono scesa a fare colazione e mamma stava a letto, si sentiva male, aveva già vomitato, era debole. Dopo circa mezz’ora anche mia sorella Sara si è alzata ed ha cominciato ad accusare i primi sintomi: nausea e vomito e quindi si è rimessa a letto. Papà invece stava sul divano e stava bene”, ha detto.

“Nel pomeriggio sono rimasta in casa in quanto mamma e Sara stavano male ed erano molto deboli, continuavano a vomitare. Poco prima delle 18 papà ha chiamato una sua zia che ha somministrato per iniezione del ( un farmaco ndr) sia a Sara sia a mamma. Non avendo gli effetti sperati abbiamo deciso di portare Sara e mamma al pronto soccorso”, ha aggiunto ancora la ragazza. “Loro erano molto deboli al punto tale che ho dovuto aiutarli a vestirsi”.

Cosa è successo il giorno dopo

Alle due del 26 dicembre Sara sembrava stesse meglio e quindi dopo la sua dimissione abbiamo deciso di riportarla a casa mentre mamma è rimasta lì in osservazione. Alle ore 11 mi sveglio con un messaggio o una chiamata di papà, non ricordo bene, con cui mi avvertiva che erano ritornati al pronto soccorso perché Sara aveva avuto gli stessi sintomi e anche lui cominciava ad avvertirli”, ha proseguito il racconto della ragazza.

La situazione è poi andata avanti: “Verso le 15 sono rientrata a casa ed erano ritornati mamma e papà dall’ospedale. Sembrava che stessero un po’ meglio, anche se deboli, soprattutto mamma. Sara è rimasta all’ospedale a tardo pomeriggio, per le 19 credo, siamo andati io e papà a riprenderla”. Successivamente, però, come ormai noto, le cose non sono andate bene.

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ultimo aggiornamento: 20 Luglio 2026 16:27

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